{"id":1613,"date":"2016-10-09T10:00:52","date_gmt":"2016-10-09T10:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marcobettini.eu\/?p=1613"},"modified":"2019-04-18T16:04:44","modified_gmt":"2019-04-18T16:04:44","slug":"canon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marcobettini.eu\/it\/canon\/","title":{"rendered":"Canon Italia"},"content":{"rendered":"<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1619\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_01_logo_canon_expo_2015-300x129.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"129\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_01_logo_canon_expo_2015-300x129.png 300w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_01_logo_canon_expo_2015-510x219.png 510w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_01_logo_canon_expo_2015.png 530w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h1>La fotografia responsabile<\/h1>\n<p>Conosciamo Marco Bettini a Murlo, un paesino del senese. Insieme guardiamo delle immagini. Lui osserva, scruta, sfoglia: torna indietro e riflette. Si ferma, poi riparte: \u00e8 dentro ci\u00f2 che guarda. Ogni commento viene rivolto con cautela, quasi che prima di arrivare a un senso (fotografico) occorra interrogarsi sulla fotografia, sul proprio modo di viverla. Gi\u00e0, Marco ha vissuto di fotografia, ma anche con essa. Per tutta la vita ha convissuto al suo fianco come fosse una buona amica. Ci\u00f2 che ci dice nasce proprio da l\u00ec: da un rapporto dove molte cose vengono conosciute e altre rimangono nell\u2019astratto: capaci come sono di indurre emozioni e non elucubrazioni logiche. Ecco, s\u00ec: nella carriera di Marco non troviamo un rapporto causa effetto, solo un lento divenire dove l\u2019apprendimento viene dopo, in seconda istanza; quando \u00e8 l\u2019amico a formarlo o semplicemente la sua curiosit\u00e0.<br \/>\nIl nostro ha sempre vissuto la fotografia come un ambito da esplorare, senza violenza; dimenticando quindi ci\u00f2 che si pu\u00f2 prendere con forza, ma esaltandosi quando la ricerca aveva il suo stesso battito, esaltandone la pulsione. Oggi vuole vivere di un\u2019altra immagine, che forse \u00e8 anche quella di prima; ma che ancor di pi\u00f9 poggia su un istinto amatoriale. Oltre alla tecnica, col tempo Marco ha maturato il senso della sua missione, la vocazione che bruciava dentro. Ne \u00e8 nato un senso di rispetto, che ancora oggi riesce a dedicarci mentre guardiamo le sue opere. Non si tratta di consapevolezza e nemmeno di auto compiacenza, ma di pura responsabilit\u00e0. E\u2019 un merito grande.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1620\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_02_1_15-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_02_1_15-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_02_1_15.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Marco, quando hai iniziato a fotografare e perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]\u00a0<\/strong>Come amatore, a vent\u2019anni. Ho conosciuto alcuni amici del paese di mia moglie che mi hanno avvicinato alla fotografia. Dal 1988 sono diventato professionista.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1621\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_03_2_13-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_03_2_13-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_03_2_13.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] La tua \u00e8 stata passione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0S\u00ec, tutto \u00e8 iniziato per via di una forte motivazione. Con gli amici ho condiviso il desiderio di ritrarre la natura e l\u2019ambiente. Io vengo da una famiglia di cacciatori della Maremma, il che mi ha indirizzato maggiormente verso quel genere. Insomma, fino a 29 anni ho girato l\u2019Europa inseguendo gli animali e a loro dedicavo quasi tutti i fine settimana. Dovevo ritagliarmi degli spazi di tempo che s\u2019inserissero nella mia attivit\u00e0 di allora.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1622\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_04_3_10-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_04_3_10-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_04_3_10.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Passione e amicizia, quindi \u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Certo, ma anche incontri. Sui trent\u2019anni conobbi Guido Rossi, allora manager di Image Bank. Tornavo da un viaggio in Scandinavia e avevo del materiale, cos\u00ec gli feci vedere i miei scatti. Lui mi chiese: \u201cCe la fai a produrne mille al mese?\u201d. \u201cNo\u201d, risposi, \u201cIo scatto quando sono in ferie\u201d. Guido replic\u00f2: \u201cIo non posso mettere in archivio 200 immagini\u201d. E poi aggiunse: \u201cSe vuoi intraprendere questo mestiere, devi buttare tutto alle spalle\u201d. Cos\u00ec feci, dopo un anno o due. Mi appoggiai a un amico di Poggibonsi che aveva seguito un corso di fotografia industriale. Iniziai cos\u00ec a entrare in contatto con aziende di arredamento, frequentando altri operatori come me; uno anche di Milano. Imparavo un mestiere.<\/p>\n<p><strong>D] E\u2019 bello il tuo rivolgerti agli altri. Rimane un segno di rispetto \u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Frequentavo tanti studi industriali. In uno di questi incontro Mario Ciampi. Lui mi prende in simpatia. Ne nasce un\u2019amicizia che dura tuttora. Io gli portavo i compiti da correggere. Sotto la sua ala protettiva ho imparato tanto, soprattutto le cognizioni sull\u2019arredamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1623\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_05_4_9-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_05_4_9-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_05_4_9.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] C\u2019\u00e8 stata un\u2019impennata nella tua carriera? Un momento nel quale le cose cambiavano radicalmente?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Non so a cosa ti riferisci. Posso dirti che nel \u201997, tramite degli amici di Treviso, mi sono spostato in Friuli. L\u00e0 ho trovato clienti maggiormente interessanti, aziende pi\u00f9 importanti. Questo mi ha permesso di apprendere la qualit\u00e0 necessaria al mio lavoro. Iniziava per me un periodo bellissimo, nel quale per\u00f2 ho mantenuto sempre la curiosit\u00e0 amatoriale. Io con la fotografia mi diverto. Rappresenta per me una modalit\u00e0 d\u2019espressione.<\/p>\n<p><strong>D] Dalla Toscana al Friuli, quindi \u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Fino alla Russia. I nuovi clienti mi permisero di allargare i miei orizzonti, regalandomi un\u2019esperienza di vita interessante. C\u2019\u00e8 poi stata qualche opportunit\u00e0 di viaggio, cos\u00ec venivano a realizzarsi i miei sogni. Mi ero organizzato anche nell\u2019abitazione, allestendo uno studio nel quale eseguivo ritratti e sperimentavo. La fotografia, per me, non ha mai rappresentato un\u2019attivit\u00e0 a compartimenti. Le dedicavo me stesso ventiquattro ore al giorno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1624\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_06_5_8-228x300.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_06_5_8-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_06_5_8.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Oggi hai aperto una galleria a Volterra \u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Le cose iniziavano a cambiare. Con la crisi ho cercato di sfruttare un\u2019altra parte di me, reiventando il mio essere fotografo. L\u2019avvento del digitale, poi, aveva modificato le competenze richieste. Non era pi\u00f9 necessario organizzare il set o creare l\u2019ambiente: erano nati altri strumenti. Ecco quindi l\u2019idea della galleria. Qui in Toscana non sono il solo a esporre i lavori. Altri colleghi operano ormai da anni, cos\u00ec mi sono detto: \u201cPerch\u00e9 non dovrei farcela anch\u2019io?\u201d. L\u2019idea (e l\u2019aspirazione) \u00e8 quella di trovare le risorse per tornare a viaggiare. Mi manca il mondo. Con la galleria, ho trovato lo spazio e la dimensione per mostrare le mie cose, la mia visione sull\u2019esistenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1625\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_07_6_7-230x300.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_07_6_7-230x300.jpg 230w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_07_6_7.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Torno alla passione: \u00e8 stata importante?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Certamente, tutto \u00e8 partito da l\u00ec. Io non sono un intellettuale, ma ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno fatto apprezzare la fotografia, ogni giorno di pi\u00f9. Ho scoperto un mondo che \u00e8 fatto soprattutto di emozioni. Con gli occhi io vedo la fotografia. Come diceva Mario: \u201cL\u2019immagine \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec, si tratta solo di vederla\u201d. In effetti \u00e8 cos\u00ec, non \u00e8 come nel cinema dove tutto deve essere costruito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1626\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_08_7_5-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_08_7_5-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_08_7_5.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Hai avuto degli elementi ispiratori?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Sicuro. Mi sono dedicato sempre al ritratto, particolarmente a quello femminile. Mi viene in mente un\u2019intervista rivolta a Helmut Newton (un genio). Gli chiesero: \u201cPerch\u00e9 Lei fotografa sempre belle donne?\u201d. \u201cCerco di portarle a letto\u201d, rispose lui. Sto scherzando, ovviamente; non posso certo paragonarmi al fotografo berlinese, ma ritrarre le donne \u00e8 pi\u00f9 semplice. Che dire? Forse sono solo un po\u2019 infantile, ma dopo vent\u2019anni di lavori industriali ho voglia di divertirmi. Sono fiero di quello che sono riuscito a fare. Il fotografo \u00e8 un mestiere per ricchi e io sono riuscito a vivere decorosamente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1627\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_09_8_4-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_09_8_4-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_09_8_4.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Marco, come hai curato la tua formazione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Da autodidatta. Sbagliando e buttando via milioni di materiale. Non ho avuto un maestro e mi sono affidato alla sperimentazione. Dopo tanti anni, qualcosa ti entra dentro.<\/p>\n<p><strong>D] Tu hai iniziato con l\u2019analogico. Nutri qualche rimpianto per la pellicola?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Per le tariffe che ci pagavano. Noi fotografi eravamo i padroni del vapore. Un collega diceva: \u201cSiamo gli unici che guardiamo al buio\u201d; ed era una grande verit\u00e0. Il professionale analogico era fatto di scatti con grandi formati: 10X12, 20X25. Eravamo in pochi a poter soddisfare certi clienti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1628\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_10_9_4-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_10_9_4-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_10_9_4.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Curi personalmente la post produzione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Certamente, anche la stampa fino al formato base 60. Non sono bravissimo, ma mi difendo.<\/p>\n<p><strong>D] C\u2019\u00e8 un\u2019ottica che usi preferenzialmente?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Dipende dai soggetti. Uso un po\u2019 tutto, dai grandangoli spinti fino al 600 mm. Anche nei paesaggi utilizzo spesso focali molto lunghe. Diciamo che non ho regole. Nella ritrattistica monto spesso il 100 \u2013 300. Mario Ciampi mi ha insegnato a costruire un\u2019immagine vicina a ci\u00f2 che vede una persona. Mi ha parlato di percezione, di visione. Io ho cercato di far mie le considerazioni che mi rivolgeva, anche se la sua cultura (era architetto) risultava difficile da poter permeare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1629\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_11_10_3-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_11_10_3-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_11_10_3.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Tra le tue, c\u2019\u00e8 un\u2019immagine che ami particolarmente?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0S\u00ec, ma non ne posso parlare: \u00e8 troppo intima. Non ho, comunque, un\u2019immagine preferita. Se mi impegno, quasi posso ricordare tutti gli scatti effettuati in una vita. Recentemente mi sono avvicinato alle persone. Mi piace la gente, ma anche l\u2019architettura e la citt\u00e0. Credo di potermi definire un artigiano, che per\u00f2 si \u00e8 impegnato in un ambito difficile quale quello della fotografia.<\/p>\n<p><strong>D] Dopo tanti anni di carriera, c\u2019\u00e8 un progetto rimasto indietro e che vorresti portare a termine?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0C\u2019\u00e8 qualcosa che non sono mai riuscito a far partire. Mi sto riferendo al sociale. Ammiro per questo i lavori di Paolo Pellegrin. Lui fa quello che gli piace.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1630\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_12_11_3-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_12_11_3-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_12_11_3.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Colore o B\/N?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Gran bella domanda. Entrambi. Il colore sicuramente. Ammiro per questo un suo grande interprete: Ernst Haas. Il B\/N l\u2019ho sognato in Camera Oscura e con esso affronto spesso la ritrattistica, perch\u00e9 metafisico, trascendentale. Circa il paesaggio, non saprei; dipende.<\/p>\n<p><strong>D] Potessi scegliere, che fotografia scatteresti domani?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Vorrei essere in Siria, in Palestina. Mi piacerebbe portare a termine un lavoro che possa approfondire i temi sociali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1631\" src=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_13_12_3-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_13_12_3-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.marcobettini.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/CANON_13_12_3.jpg 309w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/p>\n<p><strong>D] Qual \u00e8, a tuo parere, la qualit\u00e0 che un fotografo come te deve possedere?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0La curiosit\u00e0 e poi una sorta di responsabilit\u00e0. Un fotografo \u00e8 testimone del suo tempo, anche e soprattutto quando fotografa la quotidianit\u00e0. Lui non incarna solo un mestiere, ma deve mettere in mostra una vocazione, il senso di una missione. Di mezzo c\u2019\u00e8 la testimonianza temporale. Tutto questo crea una tensione morale che va oltre l\u2019estetica. Del resto i grandi ci fanno vedere cose che i pi\u00f9 non riescono nemmeno a scorgere.<\/p>\n<p><strong>D] Sento un forte rispetto nei confronti della fotografia \u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]\u00a0<\/strong>Senza una fotocamera in mano mi sento nudo. Un tempo lavoravo in 6X7. Vedendomi all\u2019opera, mi dissero: \u201cTi sei visto?\u201d. \u201cFagociti la macchina, ci sei dentro\u201d.<\/p>\n<p><strong>D] Potessi farti un augurio fotografico da solo, cosa ti diresti?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R]<\/strong>\u00a0Vorrei che il mio tempo finisse mentre faccio click!<\/p>\n<p><em>Canon Italia<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fotografia responsabile Conosciamo Marco Bettini a Murlo, un paesino del senese. Insieme guardiamo delle immagini. Lui osserva, scruta, sfoglia: torna indietro e riflette. Si ferma, poi riparte: \u00e8 dentro ci\u00f2 che guarda. 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